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poesie dal profondo

Utente: skordovic
Nome: Pino Skordovic
Immigrato slavo a Palermo. Spoeta.

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domenica, 30 gennaio 2005

Metodi a parte

 

Si, lo so.

Hai delle critiche da farmi

riguardo al mio modo di corteggiarti.

 

Pedinarti per la strada,

nascondendomi dietro un giornale letto all’incontrario

Sfiorarti per caso passando con la bici

Rovesciarti addosso una tazza di cioccolata calda

Fotografarti senza preavviso

e poi adulare quello scatto come un santino

Recitarti a memoria una mia poesia di otto strofe

Baciarti a bruciapelo e poi scappare

Invitarti a cena soltanto per guardarti mangiare

(non avevo abbastanza soldi per due)

Chiamarti di notte e piangere alla cornetta

Costringerti a scarpinare sul monte più alto della nostra città

per guardare al tramonto il panorama di cemento.

 

Tutto questo è molto criticabile,

eppure ora vedo

giorno dopo giorno

che, metodi a parte,

 ti convinci sempre di più. 

scritto da: skordovic a 10:16 | link | commenti |

giovedì, 27 gennaio 2005

All'infuori di te

Da bambini, dalle mie parti, giocavamo a scannarci
lottavamo con i vetri di bottiglie
portavamo i sassi nelle tasche
ci aizzavamo i cani contro
e non c'era altra vita, all'infuori di quella.

Il mio migliore amico
con cui ci dividevamo il pane
cambiò alleanza
fu lui che mi sfregiò con quel lungo segno
che tu ora
trovi così caratteristico.
Ma questo faceva parte delle regole
e io non ne conoscevo altre, all'infuori di quelle.

Questi ricordi sono sepolti lungo la strada
in cui ho mangiato polvere
e ho sputato sangue
ma che mi ha portato qui
dove i fiori non gelano mai.
Stringimi forte.
Ora che guardo il mio riflesso nel tuo sguardo,
non posso immaginare altra vita,
all'infuori di questa.

 

scritto da: skordovic a 10:12 | link | commenti (1) |

lunedì, 24 gennaio 2005

Anche i maschi fanno i lavori domestici

 

Ho lavato le lenzuola

passato l'aspirapolvere

lucidato ogni superficie.

 

Ho perquisito armadi e cassettini

rivoltato la casa sottosopra

e rimesso tutto a posto.

 

Non era rimasto un solo tuo capello

niente impronte di rossetto

nè preservativi usati

(per il tuo Chanel è servito il mangiaodori).

 

Poi lei è rientrata

ed è andata tutto liscio

 

finchè ti ha visto nei miei occhi

e ha capito tutto. 

scritto da: skordovic a 21:31 | link | commenti (1) |

mercoledì, 19 gennaio 2005

Con un urlo, la notte

Sono nato dove un
uomo
vale meno
della merda dei buoi

ho vissuto in boschi
che nascondono un'oscurità spessa
come la roccia

regni di silenzio puro e glaciale

sono morto di freddo più volte
e altrettante sono resuscitato

sono stato picchiato
fino a inghiottire il mio sangue
ma ce l'ho fatta a restare in piedi
per rendere la pariglia

sono andato via
con appresso il peso
di tre generazioni di miserabili
ho fatto molti chilometri
migliaia
ho contato le stazioni
i paesini sonnolenti
gli sbirri sadici
poi
ho visto il mare
che assomigliava tanto ai miei laghi
ma di fronte
mi ci sentivo più solo

e di nuovo ho dormito al freddo
e poi al caldo
mi sono spaccato la schiena
e con un grigno sui denti
ho conquistato la prima
camicia pulita
della mia vita

e ho dimenticato tante cose
e ora mi faccio chiamare
con un nome diverso
ho due lire nel portafogli
e la mia storia non la racconto
a nessuno
neanche a te, amore mio

ma certe volte mi ritorna addosso la notte
e con un urlo la caccio via.

scritto da: skordovic a 23:22 | link | commenti |

lunedì, 17 gennaio 2005

Wittgenstein

 

Mi faccio domande

che sono senza risposta.

E proprio lì sta la verità. 

scritto da: skordovic a 21:04 | link | commenti |

domenica, 16 gennaio 2005

Per forza di cose

 

Quando mi hai baciato hai chiuso gli occhi

Li hai riaperti e non ti ricordavi chi ero:

L’amnesia ti colpì così, all’improvviso.

Fu, per forza di cose, la fine della nostra relazione.

 

scritto da: skordovic a 00:53 | link | commenti (2) |

Pomeriggio al mare

 

Sospeso nel respiro

all’improvviso prendo e urlo

mi fa eco il grido di un gabbiano

e torna la calma.

Adesso fra le impronte nella spiaggia

ci sarà pure la mia.

 

scritto da: skordovic a 00:46 | link | commenti |

sabato, 15 gennaio 2005

A pelle viva, negli ultimi giorni


Un rombo all'improvviso

ecco un vento gelido

dalla bellezza incomprensibile

che porta malinconia

che ti agita dentro

che ti risveglia

e tutto si coalizza per

farti sentire vivo

mentre prima eri una statua

di gesso

in un mondo

immobile

e nessun silenzio

puo' tacere ora

le voci dentro

che gridano ordini

che persuadono dolcemente

che parlano di sogni.



In fondo e' solo di conforto

pensare che

niente puo' proteggere dal freddo

la tua viva pelle

in questi giorni ultimi.

scritto da: skordovic a 22:28 | link | commenti (3) |