poesie dal profondo
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Rap
A Piazza Marina gira uno con gli occhi spiritati, le guance rosse, ben rasato, con una giacca a quadri consunta e una camicia di flanella a quadri attaccata fino all’ultimo bottone, anche se ci sono trenta gradi, e non è mai sudato. Qualunque cosa tu stia facendo lui si avvicina e ti comincia a parlare a scatti, ma senza sosta, come fosse un rap.
Io non sono un uomo deliquente/ malfamato/ non ho fatto niente/ soltanto del bene/ e sono stato carcerato/ condannato/ disgraziato/ mi hanno fatto uscire/ ero innocente/ mondocane/ ma questa è giustizia/ dico io/ sono stato artificiere/ soldato/ nell’esercito/ poi congedato/ congedo illimitato/ tu mi vedi/ come sono/ una persona perbene/ non sono un santo/ ma non sono pazzo/ sono sposato/ maritato/ mia moglie/ brava donna/ tiene la casa/ la pulisce/ non è stata mai schedata/ non è di quelle di strada/ è mezza diplomata/ una gran signora/ ora è in cucina/ a cucinare/ mi aspetta/ abbiamo un figlio malato/ in ospitale/ (ha stato)/ c’ha la febbre/ che era stato al convitto/ per studiare/ chiuso là/ ed ora è studiato/ ma è malato/ è a letto/ e se lo chiedo/ e perché ne ho bisogno/ che ti pare che sono deliquente?/ non è che avresti dei soldi/ perché devo compragli il latte/…/ma me ne servono assai...
